mercoledì 15 ottobre 2008

Il primo video serio dell'occupazione!!!


Realizzato dalla nostra videomaker ufficiale Gemma Santi che ringraziamo.

sabato 11 ottobre 2008

Articolo su Luna Nuova del 10/10/08 a pag. 33

IL TITOLO E LA FOTO IN PRIMA PAGINA!






La Lettera al Presidente della Repubblica di Gabriele

Se si va sul sito http://www.quirinale.it/ è possibile scrivere una lettera al Presidente della Repubblica.

Io ho scritto questo:

Egregio Presidente della Repubblica,
sono uno studente universitario che frequenta la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino, nel corso di Viticoltura ed Enologia.
Da martedì 11 ottobre stiamo occupando la nostra Facoltà e quella di Medicina Veterinaria, in una modalità pacifica: un campeggio nei prati della stessa. Questo ci permette di frequentare regolarmente le lezioni e di farle frequentare ai nostri compagni, in quanto noi protestiamo per garantire a noi e ai futuri studenti un’Università ed una Scuola libera e statale come anche previsto dalla Costituzione italiana e sarebbe un controsenso e controproducente per noi stessi bloccare le lezioni o le lauree.
All’interno della nostra occupazione è presente una sola bandiera, il tricolore italiano, in quanto siamo cittadini italiani e vogliamo far capire che non protestiamo per contrastare un governo o una fazione politica, ma una legge che sarebbe in contrasto col diritto allo studio, nostro e delle generazioni future.
Per questo Le chiedo di non approvarla, e, magari, di fare degli appelli pubblici nei quali sensibilizzare la popolazione.
Forse Le chiedo troppo, ma ho fiducia in Lei e nel Suo ruolo di Presidente della Repubblica Italiana.
In fede,
augurandoLe una buona giornata,
Gabriele Busso

Video del 9 Ottobre

AL POMERIGGIO


ALLA SERA

venerdì 10 ottobre 2008

La mobilitazione studentesca di oggi su ansa.it

SCUOLA, STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL DECRETO GELMINI
ROMA - Migliaia di studenti - 300 mila, secondo l'Unione degli Studenti - sono in piazza da questa mattina in un centinaio di città italiane per protestare contro il progetto della scuola del ministro Mariastella Gelmini. Nei cortei e nelle piazze, la manifestazione - indetta dall'Unione degli studenti (Uds) - contro il maestro unico, i tagli al settore, la reintroduzione del voto di condotta registra cori e striscioni contro la politica del governo. L'associazione studentesca parla di 40 mila manifestanti a Roma, altrettanti a Napoli e Torino, 30 mila a Milano, 15 mila a Firenze. E il 30 ottobre, si replica.

L'Uds ha già annunciato che sarà di nuovo in piazza con i lavoratori della scuola in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati del settore. A Genova la manifestazione - durante la quale sono stati lanciati anche fumogeni e insulti rivolti al ministro - è stata aperta da uno striscione con su scritto "Scuole come prigioni ci avete rotto i ...".

C'era anche chi ha indossato magliette con scritte "Moratti+Fioroni+Gelmini=una scuola senza cervelli". In molte città, le manifestazioni si svolgono insieme agli studenti universitari (Udu), anch'essi critici verso le iniziative dell'esecutivo nei confronti degli atenei; contestano, in particolare, il numero chiuso, il blocco delle assunzioni, le poche risorse. A Roma, la protesta (per gli organizzatori ci sono 40 mila studenti) si è espressa in un "concerto-sconcerto" dedicato al ministro per sottolineare che la scuola "torna indietro di 50 anni". "Siamo in piazza per smascherare le balle di questo governo" dice un componente della Rete degli studenti medi. "Non è che l'inizio" ci tengono a dire i manifestanti a Napoli: "questa protesta è la prima di una lunga serie, la nostra lotta durerà tutto l'autunno. Ostacoleremo in tutti i modi i provvedimenti della Gelmini".

Cinquemila gli studenti scesi in piazza a Firenze. Tra gli striscioni: "Outlet: -50% docenti -7% studenti ricercatori 3x2", "Gelmini rimanda a settembre". "Con il voto in condotta ci tappano la bocca" gridano gli studenti che marciano a Milano. A testimoniare i possibili effetti della riforma, in testa al corteo è trasportata da due ragazzi una bara nera con la scritta 'scuola'. Intanto, la Gilda degli insegnanti definisce un "accordo storico" l'intesa fra i sindacati della scuola per lo sciopero generale del 30 ottobre.

...ed ecco il corteo di oggi a Torino, 40.000 studenti! e ci siamo anche noi in delegazione!
Aguzzate la vista,
se vedete una tenda ad igloo che galeggia in mezzo al mare di gente...non avete le allucinazioni, siam proprio noi!

Il nostro campeggio ce lo portiamo dietro anche in trasferta!!!

Video 3° giorno di occupazione: si montano ancora tende!



Gabriele, studente del primo anno del corso di Viticoltura ed Enologia, ha girato questo breve video e l'ha messo su youtube.
Le immagini rendono molto bene la realtà di Agraria e Medicina Veterinaria. In Occupazione, sui prati!

giovedì 9 ottobre 2008

DIGITO: Studenti contro la Riforma Gelmini - di Serena Carta



DIGITO: Studenti contro la Riforma Gelmini
di Serena Carta


Palermo, Napoli, Roma, Bologna, Firenze, Pisa, Padova, Milano, Torino. In questi giorni, in ognuna di queste città, gli Atenei sono in stato di agitazione. Con il debutto dell’anno accademico, infatti, tutto il mondo universitario è stato attraversato da una scossa chiamata all’unisono “No-Gelmini”. Dietro allo slogan, è vivo il sentimento di contrarietà nei confronti delle riforme sull’Università italiana contenute nella Legge 133/2008.

COSA DICE LA LEGGE?
Tre sono i punti principali della riforma.
Il taglio dei finanziamenti agli Atenei del 20% (in 5 anni 1 miliardo 441,5 milioni di euro in meno) (Art. 66). Secondo il mondo accademico, il minore investimento per l’Università si tradurrebbe in una bassa qualità della didattica e della ricerca (già poco competitiva nel panorama europeo) e nell’aumento delle tasse per gli studenti.
La possibilità di trasformazione degli Atenei da enti pubblici a fondazioni private (Art. 16). Privatizzando l’Università lo Stato rischia di disinteressarsi di un servizio pubblico costituzionalmente garantito (Art. 33) e fa riferimento a un modello economico-sociale molto diverso da quello italiano e più simile a quello anglosassone.
Il blocco del turnover al 20% (su dieci pensionamenti le assunzioni potranno essere solo due) (Art. 66). La riduzione del numero dei docenti corrisponde principalmente a tre conseguenze: l’impossibilità di accesso dei giovani ricercatori alla carriera universitaria, la fuga di cervelli all’estero e l’invecchiamento ulteriore della classe dei docenti.

COSA FANNO GLI STUDENTI?
Per domani è stata indetta a livello nazionale dagli studenti medi una manifestazione di piazza contro la riforma sull’Università. A Torino, appuntamento alle 8h30 davanti a Palazzo Nuovo per le Facoltà umanistiche e, alla stessa ora, davanti alla Facoltà di Fisica per i poli scientifici: i due spezzoni si incontreranno poi in Via Po da dove raggiungeranno Piazza Albarello per marciare insieme agli studenti medi. Ma questa è solo l’ultima delle attività di protesta dell’Ateneo torinese. Ad essa tante ne sono precedute ed altre ne seguiranno.
La mobilitazione nella nostra città è iniziata a fine settembre con la sospensione delle prime ore d’insegnamento, momento nel quale docenti e studenti hanno spiegato nelle aule la Legge. La Facoltà di Fisica è poi scesa in strada a fare lezione, mentre Chimica ha dichiarato il blocco della didattica a partire dal 6 ottobre fino a quando i rettori non incontreranno il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca); a Scienze Politiche è invece prevista per le prossime settimane “una maratona 48 ore” in cui docenti, studenti e ricercatori si confronteranno sui termini della riforma al fine di stilare un documento per “un’altra Università possibile”. L’obiettivo è marciare con lo stesso passo e gli sforzi sinora compiuti vanno nella direzione dell’unitarietà.

AGRARIA “ABITATA”
Sino ad oggi i più concreti nella mobilitazione “No-Gelmini” sono stati gli studenti di Agraria e Medicina Veterinaria, che martedì 7 ottobre hanno inaugurato nei prati della Facoltà un presidio permanente per “difendere l’Università come dovrebbe essere: libera, pubblica, statale”. L’occupazione prevede un accampamento di 25 tende, dove più di una cinquantina di studenti hanno trascorso le scorse due notti. E’ stato scelto di “abitare l’Università per fare vivere la Facoltà oltre gli orari delle lezioni”: lezioni che non saranno sospese, dal momento che sarebbe contraddittorio combattere per il diritto allo studio e poi interrompere la didattica. Con questa forte presa di posizione, le Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria sono il simbolo più visibile del malcontento che regna tra gli studenti di questi tempi.
La determinazione a difendere l’Università italiana come luogo di alta formazione e di diffusione di saperi ben si legge nelle parole di Fulvio Grandinetti (Rappresentante degli studenti d’Agraria) ai microfoni di Radio Blackout: “Dobbiamo agire. E’ finito il tempo delle analisi. Dobbiamo mobilitarci in modo creativo e intelligente. Dobbiamo veramente tornare ad essere protagonisti della nostra Università: libera, pubblica e statale!”.

Articolo su La Stampa del 8/10/08 a pag. 70


Interviste & contatto con i media


In questi giorni sia RadioFlash che Radio BlackOut ci stanno telefonando per interviste e dirette radiofoniche.
Ecco le interviste a Radio BlackOut:
intervista 1: http://piemonte.indymedia.org/attachments/oct2008/agraria.mp3
intervista 2: http://piemonte.indymedia.org/attachments/oct2008/agraria3.mp3

Intervista e video da Primantenna
www.primantenna.it
Titolo: Torino campeggio di protesta all'Università
Il Governo ha lanciato una offensiva contro la scuola italiana: la pensano così gli studenti del collettivo il faggio della Facoltà di Agraria che per protestare hanno allestito un campeggio nei prati dell'Università.

Abbiamo inoltre contatti con giornalisti de La Stampa e Luna Nuova.
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mercoledì 8 ottobre 2008

Articolo su Luna Nuova del 7/10/08 a pag. 31





Da segnalare, per la comprensione di questo articolo, questa informazione: sia Giuseppe Severino Vaira e sia Aldo Olivero appartengono al movimento di Comunione e Liberazione. Il primo è rappresentante degli studenti eletto nella lista "Obiettivo Studenti" ad Agraria (Consiglio di Facoltà e Senato Accademico): è uno dei senatori degli studenti che all'ultimo Senato Studenti in seduta allargata ha votato contro la discussione e il confronto sulla Legge 133/08, privando così gli studenti presenti di un dibattito pubblico e partecipato con i propri rappresentanti su un tema tanto importante.
Il secondo è consigliere comunale a Grugliasco per il gruppo "Verso il Popolo della Libertà" (eletto nella lista UDC-Forza Italia alle ultime comunali) e anche lui è rappresentante degli studenti al Politecnico nella lista "Lavori in Corso", la lista ciellina del Politecnico.

martedì 7 ottobre 2008

Articolo su La Stampa del 7/10/08 Intervista al Rettore


Articolo su La Stampa del 7/10/08 a pag. 61



Dice esplicitamente:

Ad Agraria e Veterinaria, nel Campus di Grugliasco, partirà invece un campeggio di protesta di studenti del Coordinamento UniTO che non lasceranno le tende la notte: "La nostra mobilitazione sarà pacifica. Terremo assemblee sui prati ogni giorno e chiederemo ai docenti di tenere lì lezioni e seminari."

Comunicato degli occupanti a tutti gli studenti UniTO


La Conoscenza è un bene comune, non una merce da pagare a caro prezzo!
NO LEGGE 133/08!



Grugliasco, Martedì 7 Ottobre 2008

Mentre vi stiamo parlando, o mentre qualcuno legge questo comunicato per noi, la Facoltà di Agraria e la Facoltà di Medicina Veterinaria sono occupate: abbiamo montato le tende sui prati del campus di Grugliasco e pernotteremo in loco ad oltranza (sperando che il clima non sia troppo inclemente!) chiedendo il ritiro della Legge 133/08 e una ridiscussione dei provvedimenti sull’Università con tutte le componenti universitarie e sindacali.
Vi Portiamo un caloroso saluto da parte degli studenti di Agraria e Medicina Veterinaria, riuniti nei gruppi indipendenti, non partitici e non confessionali “IL FAGGIO” per Agraria e “Nuova.Mente Veterinaria” per Medicina Veterinaria e di tutti quelli che con noi aderiscono alla protesta.
L’intento con cui ci mobilitiamo è di difendere l’Università come dovrebbe essere: libera, pubblica, e statale; chiediamo solo ciò che è previsto dalla Costituzione Italiana:


Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.



Esercitiamo così la nostra cittadinanza, abbiamo scelto di abitare l’Universita’, per riappropriarci di ciò che e nostro, per vivere la nostra Facoltà oltre gli orari delle lezioni.
Lezioni che non saranno sospese… al massimo spostate anch’esse nei prati dai docenti e ricercatori che condividono con noi l’esigenza di mobilitarsi, senza però perdere per strada proprio ciò per cui stiamo lottando, una buona didattica, ACCESSIBILE A TUTTI, frutto diretto di una ricerca libera e perciò PUBBLICA e STATALE.

Presidiamo per ricordarci e ricordare a tutti che le leggi del nostro stato dovrebbero migliorare le condizioni dei suoi cittadini e non peggiorarle drammaticamente su tutti i fronti come fa la legge 133/08; perciò nel nostro campeggio batte una sola bandiera: il tricolore italiano.
I veri cittadini siamo noi, non chi usa leggi e poteri dello Stato contro quelli che sono i principi sanciti dalla Costituzione.
Noi a Grugliasco abbiamo sfruttato il nostro territorio, i prati e gli alberi, perché è questo quello che abbiamo qui. La nostra mobilitazione è partita da un’assemblea generale tra le due Facoltà, in cui oltre a noi rappresentanti sono intervenuti i due presidi e chiunque avesse da fare un intervento, in cui abbiamo informato gli studenti della situazione e raccolto adesioni alla protesta. All’assemblea erano presenti più di 300 persone tra studenti, docenti e amministrativi.
L’Università non deve essere una fabbrica di CFU e titoli di studio, di specialisti che andranno a fare un lavoro con poche competenze e nessuna coscienza – anche se a qualcuno interessa concepirla così – ma è il luogo di più alta formazionee diffusione di libero sapere e noi come cittadini di questa piccola società abbiamo il diritto e il dovere di (pre)occuparci di essa anche dal punto di vista politico, intendendola come la nostra Polis.
L’appello che vi rivolgiamo, colleghi studenti, è questo: informatevi e partecipate, mettetevi in contatto con i docenti e i ricercatori, siate protagonisti della vostra formazione!
Mobilitatevi a modo vostro nella vostra Facoltà’.
Dobbiamo cambiare modo di pensare e di agire, le vecchie formule non sono compatibili con la situazione attuale, dobbiamo sforzarci di maturare nuove forme di protesta, creative, intelligenti, che coinvolgano il territorio e la cittadinanza, che stimolino la partecipazione, fondamento della democrazia.
Ovviamente vi invitiamo tutti a venirci a trovare al campeggio, basta che ci fate sapere prima quando arrivate: così portiamo vino per tutti.

Collettivo il FAGGIO – Studenti di Agraria
Nuova.Mente Veterinaria – Studenti di Veterinaria

COORDINAMENTO UNITO INTERFACOLTA’

venerdì 3 ottobre 2008

Discorso in difesa della scuola pubblica e per tutti

Questo discorso, che ha 58 anni, ma sembra scritto ieri, è stato letto dagli studenti al termine dell'assemblea generale delle Facoltà di Agraria e Veterianaria del 2 ottobre.



Calamandrei, 1950: Discorso in difesa della scuola pubblica.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 – pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950.

“Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che è consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell’articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunità che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia. Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non è creata per questo.La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre:
- che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre.
- che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di serietà di organizzazione.

Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c’erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l’espressione, “più ottime” le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione. Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].

Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell’art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato”. Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche […]. Ma poi c’è un’altra questione che è venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ciò che noi giuristi chiamiamo la “frode alla legge”, che è quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come può violare la legge figurando di osservarla […]. E venuta cos” fuori l’idea dell’assegno familiare, dell’assegno familiare scolastico.

Il ministro dell’Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a “stimolare” al massimo le spese non statali per l’insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Però aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre è un cittadino che ha già pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si dà un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno […].
Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica.

Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l’arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l’arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! […]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito“.

Piero Calamandrei, 1950

Comunicato degli studenti di Grugliasco


COMUNICATO DEGLI STUDENTI DELLA FACOLTA' DI AGRARIA E
DELLA FACOLTA' DI MEDICINA VETERINARIA
DEL CAMPUS UNIVERSITARIO DI GRUGLIASCO.

COLLETTIVO IL FAGGIO - STUDENTI DI AGRARIA
NUOVA.MENTE VETERINARIA - STUDENTI DI MEDICINA VETERINARIA


In seguito alla grande assemblea generale tenutasi in Aula Magna B il 2 Ottobre 2008, noi studenti universitari di Grugliasco comunichiamo che in data 7 ottobre 2008, dalle ore 14.00 in poi, entreremo in mobilitazione per esprimere la nostra più netta e ferma contrarietà ai provvedimenti contenuti nella Legge 133/08 - ex DL 112/08 che lede il nostro diritto allo studio per i seguenti motivi:

- La possibilità di trasformare in fondazioni private le Università mina la loro stessa natura di istituzioni pubbliche (Costituzione, art. 33: "La Repubblica… istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi") e le libertà costituzionali di ricerca e di insegnamento; l'università e la conoscenza si trasformano da bene pubblico a merci, vincolate alla logica del profitto. Inoltre, le fondazioni non offrono nemmeno garanzie in merito al diritto allo studio, al mantenimento dell'offerta formativa e alla situazione lavorativa di dipendenti e precari;

- Il taglio di 1,5 miliardi di euro in 5 anni dal fondo di finanziamento ordinario che metterà a rischio lo stesso funzionamento della didattica e della ricerca universitaria;

- La limitazione del turnover al 20% che annulla le legittime aspirazioni di una generazione di giovani studiosi precari, e si traduce in riduzione ed invecchiamento del corpo docente e tecnico-amministrativo;

La mobilitazione sarà attuata sotto forma di campeggio nei prati all'interno del Campus di Grugliasco. Gli studenti porteranno le tende e pernotteranno in loco. La data di fine mobilitazione e da definirsi. Per ciò che riguarda la partecipazione ci attendiamo il pernottamento di circa 50 studenti, che potranno essere 100-150 nei momenti diurni di mobilitazione, come le lezioni all'aperto e le assemblee. La nostra mobilitazione sarà attuata in rete con altre mobilitazioni effettuate dal Coordinamento UNITO (coordinamento di realtà studentesche dell'Università di Torino a cui partecipiamo) nelle altre sedi universitarie di Torino, ma organizzativamente indipendente. Vogliamo essere chiari e ci teniamo a rendere ogni nostra intenzione e azione trasparente e inequivocabile, la nostra mobilitazione sarà pacifica, non violenta, volta alla partecipazione, all'inclusione, al confronto. Terremo regolari assemblee pubbliche sui prati ogni giorno e chiederemo ai nostri docenti di partecipare tenendo lì le loro lezioni e seminari.

Siamo studenti e cittadini universitari e agiremo come tali e secondo le nostre possibilità, in difesa dell'Università: pubblica, statale e accessibile a tutti, luogo di libera cultura e non di mercificazione di istruzione superficiale, nozioni e titoli. L'unica bandiera che porteremo, oltre a quella delle nostre liste di rappresentanza, sarà il tricolore italiano, poichè la nostra mobilitazione è volta a difendere l'Università pubblica italiana, di cui siamo fieri di essere studenti.
Gli organizzatori dell'iniziativa sono i seguenti studenti, regolarmente eletti rappresentanti nei Consigli di Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria durante le elezioni studentesche del maggio 2007, nonchè membri del Senato degli Studenti:

Fulvio Grandinetti (Agraria)
Elisa Mascetti (Agraria)
Riccardo Beltramo (Medicina Veterinaria)
Giulia Bodini (Medicina Veterinaria)

Saranno questi studenti a essere responsabili e a mantenere i contatti con le forze dell'ordine e le autorità nel corso di tutta la mobilitazione.
Siete tutti invitati per l'inaugurazione del campeggio nei prati che si terrà il giorno martedì 7 ottobre alle ore 18.00.

mercoledì 1 ottobre 2008

Assemblea Generale sulla Legge 133/08 nel Campus di Grugliasco


ASSEMBLEA GENERALE
GIORNO 2 OTTOBRE
ORE 11.00 AULA MAGNA B


I PROVVEDIMENTI CONTENUTI NELLA LEGGE 133/08 APPROVATA A LUGLIO DALL’ATTUALE GOVERNO TOLGONO FONDI PUBBLICI ALLE UNIVERSITÀ STATALI,
MINANDO LA SOPRAVVIVENZA DELLE ISTITUZIONI UNIVERSITARIE CHE GIA’
A FATICA GARANTISCONO IL NOSTRO DIRITTO ALLA FORMAZIONE
E L’ACCESSO LIBERO ALLA CONOSCENZA.
SONO PREVISTI TAGLI DI 500 MILIONI DI EURO NEL TRIENNIO 2008/2011!!!

QUESTO COSTRINGERA’ LE UNIVERSITA' PUBBLICHE ITALIANE NON SOLO A PEGGIORARE I SERVIZI GARANTITI AGLI STUDENTI MA A CERCARE ALTROVE I SOLDI NECESSARI A NON ANDARE IN BANCAROTTA!

SE LO STATO RIDUCE I FINANZIAMENTI ALL'UNIVERSITA',
L'UNIVERSITA' A CHI CHIEDERA' I SOLDI SECONDO VOI?

DAVANTI AVRANNO DUE OPZIONI:

-CHIEDERLI AGLI STUDENTI;

-DIVENTARE, COME PREVEDE IL DECRETO, FONDAZIONI PRIVATE;

QUINDI

PRIVATIZZAZIONE E PEGGIORAMENTO DELLA CONDIZIONE DEGLI STUDENTI!!!

INOLTRE LA LEGGE IMPEDISCE IL RICAMBIO DEL CORPO DOCENTE,
CON IL BLOCCO DEL TURNOVER AL 20%,
VERRA’ ASSUNTO UN SOLO GIOVANE OGNI 5 PENSIONAMENTI,

CHI COPRIRA’ LE ORE DI LEZIONE CHE CI SONO DOVUTE SE NON SI ASSUMONO NUOVI RICERCATORI??

PERCHE’ I GIOVANI ITALIANI CHE VOGLIONO FARE RICERCA DEVONO AVERE COME UNICA SPERANZA QUELLA DI FUGGIRE IN UNIVERSITA’ ESTERE DOPO LA LAUREA??

INFORMIAMOCI E CERCHIAMO DI COMPRENDERE COSA CI SUCCEDERÀ!

NON SUBIAMO PASSIVAMENTE UNA LEGGE CHE CI PRIVA DEL
DIRITTO ALLO STUDIO.

LA CONOSCENZA E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE DA PAGARE A CARO PREZZO.

I Rappresentanti degli Studenti

martedì 23 settembre 2008

Comunicato del FAGGIO sulla Legge 133/08 al CF del 23/09/08


Comunicato sulla Legge 133/08 degli Studenti di Agraria - Collettivo IL FAGGIO

In questi giorni è in corso una mobilitazione generale e diffusa tra le varie componenti universitarie a livello nazionale e locale a causa dei recenti provvedimenti del Governo Italiano espressi dalla Legge 133/08, ex DL 112/08.

Noi rappresentanti degli studenti di Agraria pensiamo che un dibattito su questo tema sia auspicabile anche nella nostra Facoltà.

Visto il documento della CRUI del 3/07/08 e i documenti degli organi collegiali giunti da numerosi Atenei italiani;

ci associamo all'assemblea di informazione e discussione sulla L. 133/2008 tra studenti, ricercatori, docenti, precari e personale tecnico-amministrativo dell'Università e del Politecnico di Torino tenutasi il 18 settembre 2009 nell'esprimere profonda preoccupazione e ferma contrarietà alla L. 133/2008, rilevando in particolare che:

1) La possibilità di trasformare in fondazioni private le Università mina la loro stessa natura di istituzioni pubbliche (Costituzione, art. 33: " La Repubblica… istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi") e le libertà costituzionali di ricerca e di insegnamento; l'università e la conoscenza si trasformano da bene pubblico a merci, vincolate alla logica del profitto. Inoltre, le fondazioni non offrono nemmeno garanzie in merito al diritto allo studio, al mantenimento dell'offerta formativa e alla situazione lavorativa di dipendenti e precari;

2) Il taglio nel prossimo triennio di 500 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario metterà a rischio lo stesso funzionamento della didattica e della ricerca universitaria;

3) La limitazione del turnover al 20% annulla le legittime aspirazioni di una generazione di giovani studiosi precari, e si traduce in riduzione ed invecchiamento del corpo docente e tecnico-amministrativo;


Proponiamo alla componente docente e tecnico-amministrativa di promuovere iniziative di informazione e mobilitazione in difesa dell'Università pubblica anche nel Campus di Grugliasco.

Noi studenti intendiamo avviare una seria mobilitazione che coinvolga tutte le componenti dell'Università presenti nel nostro Campus.



LE NOSTRE PROPOSTE DI MOBILITAZIONE

Noi pensiamo che ci si debba mobilitare in modo intelligente, creativo e ci proponiamo di dare luogo a una serie di iniziative indipendenti all'interno del nostro Campus, seppure in una logica di coordinamento con la mobilitazione che sarà avviata a Palazzo Nuovo, Palazzo Campana e nelle altre sedi di Torino.

La delocalizzazione della mobilitazione è già stata sperimentata nel 2004/2005 durante le proteste contro la Riforma Moratti: l'esperienza potrebbe non solo essere ripetuta, ma migliorata, di modo che il maggior numero di persone vi partecipi consapevolmente.

Per noi studenti è prioritario che la mobilitazione non interferisca in alcun modo con il normale svolgimento dell'attività didattica.

Noi studenti paghiamo le tasse, perché questo è un nostro dovere, è pertanto fondamentale che sia rispettato il nostro diritto allo studio, ovvero la possibilità di seguire lezione, di sostenere gli esami e di laurearci nelle date indicate come da calendario.

Nello specifico, proponiamo quanto segue:

Convocazione di un'assemblea generale con Medicina Veterinaria per informazione e confronto tra studenti, docenti, amministrativi (similmente a quanto avvenuto nel 2005 all'inizio della mobilitazione contro la Riforma Moratti) nella prima settimana di lezione, in concomitanza con le assemblee generali che verranno convocate in tutte le Facoltà dell'Ateneo;

· Presidio informativo all'ingresso principale con volantini e strategie di visibilità;

· Lavaggio vetri di studenti e ricercatori ai semafori su corso Allamano con distribuzione di volantini informativi, come accaduto durante la mobilitazione contro la Riforma Moratti;

· Lezioni all'aperto (esempio: lezioni in strada, con distribuzione di volantini informativi ai passanti).


In ultimo comunichiamo che noi studenti daremo luogo all'occupazione della Facoltà di Agraria e della Facoltà di Medicina Veterinaria sotto forma di campeggio nei prati adiacenti all'Aula Studio (Centro Incontro Studenti) con pernottamento in loco: tutti gli studenti che parteciperanno firmeranno un registro di presenza specificando nome, cognome e matricola.

Gli studenti del Collettivo IL FAGGIO organizzeranno logisticamente questa mobilitazione e nei prossimi giorni avvieranno un confronto aperto a tutta la comunità universitaria di Grugliasco per definirne i dettagli ed accogliere consensi.


Gli studenti di Agraria - Collettivo IL FAGGIO

I Rappresentanti degli Studenti di Agraria - Lista IL FAGGIO


… Rimane soltanto il coraggio dell'Utopia.

[Sandro Pignatti, Assalto alla Terra]


Grugliasco, 23 Settembre 2008

giovedì 18 settembre 2008

La Legge 133/08: assemblea di Ateneo e documento



Ecco il Testo integrale della Legge 133: LEGGE 133/08

DOCUMENTO ASSEMBLEA DELL'UNIVERSITA' DEL 18/09/08

Oggi, 18 settembre 2009, si è tenuta un’assemblea di informazione e discussione sulla L. 133/2008, con la partecipazione di studenti, ricercatori, docenti, precari, personale tecnico-amministrativo dell’Università e del Politecnico di Torino.

L’assemblea esprime profonda preoccupazione e ferma contrarietà alla L. 133/2008, rilevando in particolare che:

- La possibilità di trasformazione in fondazioni private mina alle basi la natura pubblica dell’Università (Costituzione, art. 33: “La Repubblica… istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”) e le libertà costituzionali di ricerca e di insegnamento; l’università e la conoscenza si trasformano da bene pubblico a merci, vincolate alla logica del profitto. Inoltre, le fondazioni non offrono nemmeno garanzie in merito al diritto allo studio, al mantenimento dell’offerta formativa e alla situazione lavorativa di dipendenti e precari;

- Il taglio nel prossimo triennio di 500 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario metterà a rischio lo stesso funzionamento della didattica e della ricerca universitaria;

- La limitazione del turnover al 20% annulla le legittime aspirazioni di una generazione di giovani studiosi precari, e si traduce in riduzione ed invecchiamento del corpo docente e tecnico-amministrativo.


L’assemblea decide di intraprendere una prima serie di iniziative di informazione e discussione, da condursi in maniera unitaria fra tutte le componenti delle università.

In particolare si decide:

- di aderire all’assemblea studentesca del 22/09 alle ore 16.00 presso Palazzo Nuovo

- di dedicare la prima lezione di ciascun corso ad informare gli studenti sulla situazione degli atenei e sugli effetti della legge 133;

- di promuovere assemblee nei corsi di studi e nelle Facoltà per discutere unitariamente della situazione e di ulteriori iniziative;

- di sostenere l’adozione di tali forme di mobilitazione nei vari organi collegiali dell’ateneo, e di invitarli ad un pronunciamento sulla legge 133;

- di interagire e coordinarsi con le altre università italiane in movimento;

- di approfittare di momenti di visibilità (come la notte dei ricercatori), per attività di informazione e di promozione di un’università pubblica e finalizzata al benessere di tutta la società.


Coordinamento per l’università pubblica e libera

mercoledì 10 settembre 2008

Volantino per le matricole 2008/2009: Benvenuti ad Agraria!



In qualità di studenti un po' più "anziani" vi diamo un po' di informazioni e qualche consiglio… noi non siamo la segreteria ne l'EDISU ma se possiamo cerchiamo di esservi utili!


1) IL FAGGIO - Rappresentanti degli Studenti della Facoltà di Agraria

Noi siamo i vostri rappresentanti. Siamo un gruppo indipendente sia dai partiti sia da qualunque altra organizzazione, di ciò che facciamo dobbiamo rendere conto esclusivamente agli studenti di Agraria (cioè a voi). Siamo a vostra disposizione per darvi informazioni e consigli:

settore forestale
Fulvio Grandinetti
lupastro.marziano@gmail.com

settore agrario
Elisa Mascetti
elisamascetti@gmail.com

settore agroalimentare
Massimo Prandi
prandi.enotecnico@libero.it


2) Forum degli Studenti di Agraria

L'anno scorso abbiamo creato un Forum (www.agrariatorino.forumfree.net) aperto a TUTTI gli studenti di Agraria per mantenere un contatto permanente con tutti i nostri compagni di corso, per rendere ogni informazione di interesse studentesco pubblica e accessibile secondo un sano principio di trasparenza e per garantire il diritto all'informazione. Questo Forum è accessibile anche dal sito di Facoltà (Home page à Spazio Studenti à Forum degli Studenti di Agraria). Consigliamo a tutti di iscriversi e utilizzarlo come piattaforma di scambio e di confronto in modo da unire le energie e garantire a tutti un canale informativo autonomo e indipendente. Eccezionalmente, noi rappresentanti inviamo a tutti gli studenti iscritti al Forum una mail con informazioni importanti, comunicazioni urgenti e per ricordare le scadenze amministrative.


3) Trasporti linea 76, linea 64, linea 37, metropolitana

Nel 2006 abbiamo contribuito ad ottenere la navetta 37 che collegava la Facoltà alla metropolitana (stazione Fermi), ma presentava ancora problemi di tempistiche troppo elevate e si faceva prima a piedi seppure con qualche problema di sicurezza sul cavalcavia di Corso Francia…

Finalmente dal 10 settembre 2008 sarà introdotta una nuova linea di autobus, il 76, che collegherà la Facoltà alla stazione metropolitana di Fermi ogni 10 minuti circa. In questo modo si potranno raggiungere le stazioni di Porta Susa e Porta Nuova in circa 30 minuti.

Anche noi del FAGGIO abbiamo avuto una parte per realizzare questa nuova rivoluzione dei trasporti: dopo due anni di lettere, segnalazioni e richieste al Comune di Grugliasco per chiedere un collegamento veloce e sicuro tra la Facoltà e la metropolitana, abbiamo organizzato a maggio 2008 l'incontro "37 e Lode!" nel quale abbiamo fatto presente all'Assessore ai Trasporti di Grugliasco tutte le esigenze degli studenti di Grugliasco.

Avvieremo nelle prossime settimane un monitoraggio per verificare tempi e percorsi di questa nuova linea, in modo da fare pressione sull'amministrazione comunale per risolvere in tempi brevi eventuali disfunzioni e malfunzionamenti.


4) Feste di accoglienza matricole

L'Università ha organizzato una grande festa in Piazza Vittorio, nel centro di Torino, per tutte le matricole dell'Ateneo, il 2 e 3 ottobre. Segnatavelo sull'agenda e andateci in massa!

Ad Agraria, invece, come è tradizione, le associazioni A.S.A. e A.U.S.F. organizzano una festa di accoglienza matricole nei primi giorni di lezione, offrendo vino e convivialità a tutti i partecipanti nell'area tavoli tra gli alberi e sui prati vicino all'Aula Studio.


5) Link utili e contatti

· Sito di Facoltà: www.agraria.unito.it

· Forum degli Studenti di Agraria: www.agrariatorino.forumfree.net

· Sito ASA: www.asaunito.it

· Sito AUSF: www.groups.google.it/group/ausftorino?hl=it

· Sito dispense: www.dispenseagrariatorino.it

[Importante: quest'ultimo link trovate materiale didattico dei corsi di azzeramento aggiornato e scaricabile gratuitamente]


Ricordatevi che per qualsiasi informazione potete contattarci via mail o scrivere sul Forum di Agraria. Buone lezioni di azzeramento!


LA GUIDA COMPLETA DEGLI STUDENTI DI AGRARIA VI VERRÀ CONSEGNATA IN AULA DURANTE I PRIMI GIORNI DI LEZIONE!


BENVENUTI AD AGRARIA!



I Rappresentanti degli Studenti di Agraria - IL FAGGIO